Il Presepe come bussola: nel lavoro che include e protegge, il senso di una comunità
Presepe non è una statica memoria del passato, ma una cronaca viva del nostro presente che prova a immaginare il futuro. È con questo spirito che Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Lomellina, e Antonio Tessari, direttore di Coldiretti, hanno consegnato nelle mani di S.E. Monsignor Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano, la statuina del Natale 2025.
L’opera, nata dalla collaborazione tra Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti, quest’anno accende i riflettori su due pilastri dell’economia reale: l’agricoltura e le costruzioni. Due mondi che si incontrano nel simbolo di una statuina che parla di integrazione, di accoglienza e, soprattutto, di sicurezza.
Dopo aver celebrato negli anni scorsi la sostenibilità, l’apprendistato e il valore del Made in Italy, il 2025 ci riporta all’essenziale: la dignità di chi lavora. In un’epoca di frammentazione, il Presepe torna a essere quel “Manifesto di Assisi” in miniatura, capace di sussurrare una narrazione mite ma potente, dove il fare impresa coincide con il prendersi cura del territorio e delle persone.
Le parole di Luigi Grechi Riflettendo sul valore simbolico del dono, il presidente Grechi ha sottolineato la profondità del legame tra bottega e comunità: «La statuina di quest’anno ci ricorda che l’impresa artigiana non produce solo oggetti, ma tesse legami. Scegliere i temi dell’inclusione e della sicurezza significa affermare che ogni attività produttiva è eticamente valida solo se tutela la vita e la dignità di chi la abita. Il Presepe ci insegna che non esiste futuro senza la capacità di accogliere e proteggere: la sicurezza sul lavoro non è un adempimento, ma un atto d’amore verso la nostra comunità».
Con questo gesto, Confartigianato e Coldiretti rinnovano un impegno che va oltre la rappresentanza di categoria, facendosi portatori di una speranza che, proprio come la “buona Novella”, si fa carne e lavoro quotidiano.
